novembre 08, 2016

Allarme degli scienziati: il Campo Magnetico terrestre si sta “sgretolando”

L’allarme arriva direttamente dal Tata Institute of Fundamental Research in India e riguarda il nostro pianeta Terra, gia vittima dell’inquinamento atmosferico, delle emissioni di CO2, del surriscaldamento globale e delle azioni nefaste dell’Uomo. Sappiamo bene che il campo magnetico o scudo magnetico della Terra , ci protegge dai brillamenti solari e radiazioni cosmiche, e le screpolature possono trasmettere periodicamente i raggi cosmici ad alta energia sulla superficie, come dichiarato in un articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters. 

La Terra, a differenza di Venere e altri pianeti del sistema solare, ha il proprio campo magnetico, che è prodotto dal movimento dei flussi di metallo liquido nel suo nucleo. Questo campo magnetico interpreta il ruolo di uno “scudo” che riflette i raggi cosmici, particelle cariche ad alta energia, e protegge la Terra dal vento solare e espulsioni di massa coronale sul sole. Secondo gli studi portati avanti già da diversi anni, i ricercatori indiani hanno rilevato che le tempeste solari stanno pian piano sgretolando il campo magnetico che avvolge il nostro pianeta, esponendoci a un bombardamento di radiazioni. Tracce dell’esistenza dello scudo megnetico, le troviamo nelle cosiddette fasce di Van Allen – due aree ad altitudini di circa 6 mila e 60 mila chilometri dalla superficie terrestre, dove ci sono un gran numero di protoni e di elettroni ad alta energia “intrappolati” dal campo magnetico della Terra, che poi sposta queste particelle in una sorta di trappola magnetica. 

La loro interazione con l’atmosfera produce le spettacolari aurore, e, al momento della eruzioni solari, porta ad interferenze e altri problemi tecnici. Il telescopio UVA-3 indiano ha rivelato insoliti “lacune” in queste zone di protezione, osservando gli effetti delle eruzioni solari alla fine di giugno 2015. Proprio in questi giorni il Sole ha emesso un flare classe M2, a seguito della quale la carica di particelle dirette verso la Terra, ha creato una nube gigante di plasma caldo, che poi entrò in collisione con la magnetosfera del pianeta passando poco distante da Mosca. Poi quesat nube si è ridotta di quasi tre volte. Questo processo, che è stato osservato dagli scienziati indiani, è stato accompagnato da un forte aumento del numero di muoni di alta energia – particelle cariche pesanti che sono “cugini” dell’elettrone, che si verificano in atmosfera dalle collisioni dei raggi cosmici con molecole d’aria. L’aumento della concentrazione dei muoni, dicono gli scienziati, è stato osservato per due ore, costringendoli a esaminare che cosa ha causato questo processo. 

Come gli autori sottolineano, un tale fuoco di frequenza di “bombardamenti” della Terra dai raggi cosmici era insolito per la ragione che, mentre in India era mezzanotte, e il punto in cui il telescopio UVA-3 si trovava a registrare gli eventi cosmici, era situato praticamente sul lato opposto a quello della zona della magnetosfera del pianeta, dove c’è stato il bombardamento del flare rilasciato dal Sole. Utilizzando i dati raccolti per mezzo di questo telescopio, gli scienziati hanno costruito un modello al computer riguardante lo scudo magnetico terrestre e hanno cercato di capire attraverso queste analisi, di comprendere come potrebbe causare un forte Flare come l’intensità dei raggi cosmici. 

I loro calcoli hanno dimostrato che questo non è probabilmente d imputare la colpa per eventuali fattori cosmici, come l’esplosione di supernovae lontane e gamma-ray burst, e la Terra stessa. Gli scienziati credono che lo scontro nella magnetosfera della CME, abbia portato una sorta di “cracking”, ovvero una sorta di foro peculiare, come risultato della collisione delle linee del campo magnetico con l’altro, la riconnessione e il rilascio di energia esplosiva. Questi fori sono stati immediatamente chiusi, e quindi i raggi cosmici potrebbe effettivamente bombardare liberamente la Terra in regioni di tali “crack” per due ore. Inoltre, tali fenomeni possono essere pericolosi per l’equipaggio della ISS. Pertanto, gli autori dello studio suggeriscono di condurre una serie di esperimenti con lo strumento AMS a bordo della stazione spaziale, per la valutazione del possibile pericolo per gli stessi astronauti e cosmonauti. Il pericolo è quello di esporre la Terra a eventuali radiazioni solari se le “crepe” (cracking) nello scudo magnetico dovessero ingrandirsi, il che potrebbe portare, nella peggiore delle ipotesi, all’eradicazione della nostra atmosfera.
   
 [fonte express.co.uk - segnidalcielo]