settembre 22, 2016

NWO: BAYER-MONSANTO, L’OFFENSIVA DEI COLOSSI

La notizia dell’acquisto di Monsanto da parte della Bayer fa tremare i polsi ma è solo un tassello importante di un vertiginoso processo di fusioni e aquisizioni in atto nell’industria sementifera-agrochimica e in altri settori strategici del business della catena agroalimentare. I nuovi colossi accrescono il loro potere nei mercati chiave e si aprono la strada per un incontrollabile aumento dei prezzi dei mezzi di produzione. Avranno inoltre più facilmente le leggi e i regolamenti necessari alla loro guerra contro la sovranità alimentare e l’agricoltura contadina. L’enorme concentrazione in corso non mira tuttavia al solo controllo dei mercati, vuole quello digitale e satellitare dell’intera agricoltura del pianeta. L’offensiva dei colossi dell’agro-business va fermata con ogni mezzo possibile.

Mercoledì 14 settembre, infine, Monsanto ha accettato la terza offerta di acquisto della Bayer. Oltre ad essere una delle maggiori aziende farmaceutiche, adesso Bayer sarà la più grande impresa mondiale nella produzione di sementi e agrotossici. Malgrado abbia grandi dimensioni e conseguenze di ampia portata, questa è solo una delle fusioni recenti tra le imprese transnazionali dell’agro-business. Ci sono movimenti anche tra le imprese di fertilizzanti, tra quelle che producono macchinari e tra quelle che possiedono banche dati che influiscono nei processi agricoli.  E’ una battaglia per il controllo non solo dei mercati ma anche delle nuove tecnologie, per il controllo digitale e satellitare dell’agricoltura.

Diversi fattori influiscono nell’accelerazione dei processi di fusione cominciati nel 2014. Uno di essi è che le coltivazioni transgeniche si stanno imbattendo in molti problemi, cosa che spinge i giganti dei transgenici a cercare posizioni più solide di fronte a ciò che sembra essere una fonte di vulnerabilità crescente. E’ significativo che un giornale conservatore come The Wall Street Journal riconosca che il mercato è stato debilitato dai “dubbi” degli agricoltori degli Stati Uniti sulle coltivazioni transgeniche, visto che, dopo 20 anni nel mercato, esse mostrano ancora numerosi svantaggi: “erbe super-infestanti” resistenti agli agro-tossici, rendimenti che non si equiparano agli alti costi dei semi transgenici, né al costo dell’applicazione di agrotossici in maggior quantità e concentrazione per uccidere erbe infestanti e parassiti resistenti, né all’aumento del lavoro per controllare le erbe. Il crollo dei prezzi delle commodity agricole ha accelerato il malessere facendo sì che gli agricoltori che seminavano transgenici tornassero a cercare sementi non transgeniche, più convenienti e con maggior rendimento. (The Wall Street Journal, 14/9/16).

Se verrà autorizzata la fusione con Monsanto, Bayer passerà a controllare circa un terzo del commercio globale di agrotossici e di sementi commerciali. L’operazione fa seguito a quella di Syngenta-Chem-China e DuPont-Dow, in un vertiginoso processo di fusioni e aquisizioni nell’industria sementifera-agrochimica. Monsanto, Syngenta, DuPont, Dow, Bayer e Basf insieme controllano il cento per cento del mercato dei semi transgenici, che adesso resterebbe nelle mani di tre sole imprese. Queste fusioni sono sottoposte al vaglio di varie agenzie anti-monopolistiche, visto che costituiscono blocchi che avranno enorme potere nei mercati chiave e produrranno certamente un aumento dei prezzi dei mezzi di produzione. Forzeranno, inoltre, le leggi e regolamenti a loro favore, contro la sovranità alimentare e le sementi contadine. Soltanto il fatto che tre imprese controlleranno tutte le sementi transgeniche dovrebbe essere argomento sufficiente a qualasiasi paese per rifiutare queste coltivazioni, a causa dell’inaccettabile dipendenza che comportano.

Però il contesto delle operazioni nella catena agroalimentare è più complesso, e include pure gli anelli vicini della catena, così come spiega in modo dettagliato il Gruppo ETC nella sua nalisi della fusione Bayer- Monsanto, (link) Sebbene il consolidamento del settore dei semi e degli agrotossici esiste da decenni e sta toccando il suo apice, questi due settori hanno una vendita molto inferiore a quella delle imprese che producono fetilizzanti e macchinari, gruppi che da alcuni anni hanno cominciato a fare incursioni nel mercato dei primi, stabilendo alleanze strategiche. Anche quelle industrie, inoltre, sono in un processo di consolidamento. Poco prima dell’accordo tra Monsanto e Bayer, due delle maggiori imprese di fertilizzanti, Agrium e Potash Corp. haanno deciso di fondersi trasformandosi nella maggiore impresa di fertilizzanti a livello mondiale. Cosa che, secondo gli analisti dell’industria, ha spinto Bayer ad aumentare l’offerta per Monsanto.

Contemporaneamente, nel settore delle macchine rurali – non si tratta solo di trattori e mietitrebbiatrici, ma anche di droni, robot e sistemi Gps che permettono di raccogliere i dati della campagna con i satelliti – è andato sviluppando alleanze con tutti i giganti dei transgenici, che comprendono l’accesso alle banche dati agricole, del suolo, del clima, delle malattie, eccetera.

Nel 2015, John Deere, con la maggior impresa di macchine al mondo, si era accordato con Monsanto per comprarle la succursale Precision Planting LLD, azienda di dati agricoli, l’acquisto è stato però sottoposto al Dipartimento della Giustizia, che ha sospeso la vendita perché John Deere sarebbe andato a “dominare il mercato dei sistemi di coltivazione di precisione e avrebbe potuto alzare i prezzi e rallentare l’innovazione, a spese degli agricoltori statunitensi che dipendono da quei sistemi”, giacché Precision Planting LLD e Deere sarebbero passati a controllare l’85 per cento del mercato delle coltivazioni di precisione.

Siccome questo accordo non è stato concluso, la succursale continua ad essere proprietà di Monsanto e quindi all’interno del pacchetto della nuova fusione, cosa che potrebbe favorire un nuovo ruolo della Bayer nel tema del controllo digitale e muovere tutti pezzi della scacchiera. Ancora una volta, il trattamento dei dati sul suolo, il clima, l’acqua, la genomica delle coltivazioni, le erbe e gli insetti relazionati, sarà ciò che decide chi controlla tutti i primi passi della catena agroalimentare industriale. In questo schema, gli agricoltori sono solo un semplice strumento nella corsa delle imprese per produrre guadagni – non alimenti – cosa che condiziona gravemente la sovranità dei paesi, e non solo quella alimentare.
[fonte la Jornada - segnidalcielo - comune/info]

settembre 21, 2016

Qualcosa di ignoto sta spingendo via le stelle della Via Lattea

Qualcosa sta spingendo via le stelle della Via Lattea, con tale forza da farle raggiungere la necessaria velocità di fuga necessaria per liberarsi dalla forza di gravità prodotta dalla nostra galassia. Il fenomeno, a cui non si riesce a dare ancora una spiegazione, sconcerta gli astronomi.

Un team internazionale di astronomi ha scoperto una nuova classe di sorprendenti ‘stelle iperveloci’, stelle solitarie che si spostano abbastanza velocemente da sfuggire alla presa gravitazione della Via Lattea.
I ricercatori avevano già osservato un gruppo di stelle iperveloci che si trovavano al centro della galassia e avevano acquisito velocità dalla gravità del buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea.

Ma una nuova osservazione ha rivelato la presenza di 20 stelle che non provengono dal centro galattico. Gli scienziati non hanno idea di cosa possa aver conferito loro tale velocità. “Queste nuove stelle iperveloci sono molto differenti da quelle che sono state osservate in precedenza”, ha detto l’autore principale dello studio Lauren Palladino sul sito della Vanderbilt University.

Il buco nero che ha agito sulla prima serie di stelle si stima abbia una massa pari a quattro milioni di soli, abbastanza da conferirgli un’energia così elevata. Ma, oltre a questo buco nero, cosa potrebbe generare un’energia simile? “La grande domanda è: cosa ha potenziato queste stelle fino a tali velocità estreme?, ha detto Kelly Holley Bockelmann, assistente di astronomia presso la Vanderbilt.

La scoperta, pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal di questo mese, richiede un nuovo studio approfondito su questa nuova classe di oggetti cosmici. “Il meccanismo più comunemente accettato è l’interazione con il buco nero supermassiccio al centro della galassia”, spiega Holley Bockelmann. “Eppure, nessuna di queste iperveloci proviene dal centro, il che implica che vi sia una nuova classe di iperveloci con un diverso meccanismo di esplusione”.
[fonte ilnavigatorecurioso - hackthematrix]

agosto 31, 2016

EDWARD SNOWDEN: “GLI ALIENI STANNO CERCANDO DI ENTRARE IN CONTATTO CON LA TERRA IN QUESTO MOMENTO”

Come riportato dal quotidiao The Guardian, l’informatore della NSA vive ancora isolato in Russia, ma tuttavia poco tempo fa è stato intervistato da StarTalk per rendere di dominio pubblico alcune informazioni sensazionali.

Snowden nella trasmissione,  sostiene che gli alieni stanno cercando di entrare in contatto con la Terra in questo momento.  L’informatore della NSA che si trova ospite dello stato russo, per via della richiesta di asilo politico, ha sempre reso di dominio pubblico, importanti informazioni per quanto riguarda il modo in cui le agenzie governative monitorano e utilizzano i nostri dati personali.

Tuttavia, Snowden,  Venerdì 26 Agosto 2016, attraverso la radio web StarTalk ha trasmesso un podcast insieme allo scienziato Neil deGrasse Tyson, per fare alcune affermazioni incredibili. “Una civiltà aliena sta cercando di contattarci, ma non è l’unica. Ci sono tante razze aliene che stanno cercando di prendere contatto con la Terra, ma le loro comunicazioni sono più avanzate e criptate rispetto alle nostre che sono primitive”.

Edward Snowden crede che questa crittografia extraterrestre, potrebbe rendere difficile o addirittura impossibile distinguere i segnali provenienti da specie aliene, rispetto alla radiazione cosmica di fondo. Venerdì sera, Snowden è apparso sullo schermo di un PC (per essere intervistato ma solo in audio) dall’astrofisico Neil deGrasse Tyson di StarTalk, registrando appunto un podcast tramite un collegamento video robot chiamato “beam remote presence system”, in modo da non essere rintracciato dai servizi segreti americani.
[fonte The Guardian - Segnidalcielo]