agosto 27, 2016

ENORME UFO SI DIRIGE NELLO SPAZIO. LE IMMAGINI REGISTRATE DALLA STAZIONE SPAZIALE INTERNAZIONALE

Le immagini che vi mostriamo di seguito, sono state registrate dallo Skywatcher Streetcap1 pochi giorni fa. Nel video è possibile osservare un enorme oggetto luminescente, che fuoriesce dall’atmosfera terrestre a forte velocità.




Questa sequenza video è stata immortalata per casualità dall cacciatore di anomalie spaziali StreetCap1, mentre osservava la diretta video dal canale Ustream-NASA proveniente dalle telecamere installate sulla Stazione Spaziale Internazionale.  Guardate il filmato!
[fonte segnidalcielo]

L’AUMENTO DELL’ATTIVITÀ SISMICA CAUSATA DALL’ACCELERAZIONE DEL NUCLEO DELLA TERRA

Non si è ancora concluso il 2016 ma una serie di terremoti in diversi angoli della Terra, parliamo di eventi che variano di intensità, ovvero dal molto mite al catastrofico, hanno causato un sacco di distruzione e morte.

Contemporaneamente con l’aumento dell’attività sismica, scienziati australiani hanno cominciato a registrare numerosi campi elettromagnetici sul nostro pianeta. La stranezza è che questi disturbi non possono essere spiegati con l’attività solare.  Dopo una raccolta di dati completa e di ricerca, gli scienziati hanno concluso che la causa di variazioni nei campi elettromagnetici, potrebbe essere associata con una variazione di velocità del nucleo del pianeta, che inizia a ruotare più velocemente rispetto a prima.

Gli stessi ricercatori hanno trovato una correlazione tra lo “shift” del cambio  di velocità di rotazione del nucleo, con una sorta di “eventi”misteriosi che sono stati registrati in diverse parti della Terra. Rammentiamo che un aumento della rotazione del nucleo terrestre, potrebbe ridurre la durata del giorno.

D’altra parte, vi è una stretta connessione tra le fluttuazioni decennali della rotazione terrestre e le variazioni delle caratteristiche climatiche e glaciologiche. Si credeva fino a poco tempo fa, che i processi di rotazione nel nucleo della Terra non potevano influenzare il cambiamento della circolazione atmosferica, variazioni di temperatura, precipitazioni, ghiacciai e di altri processi climatici e le caratteristiche. Ora gli scienziati notano grossi cambiamenti a livello meteorologico e climatico, oltre alla variazione dei campi elettromagnetici.

Gli scienziati riconoscono che in questa fase di sviluppo della ricerca, non si può controllare la velocità di rotazione del nucleo del pianeta, quindi se continua ad accelerare, si dovrebbero prevedere un aumento del numero delle calamità naturali, eventi climatici estremi, nonché fenomeni poco noti, molti dei quali le persone li associano ad eventi mistici.
[fonte beztayn-segnidalcielo]

Depressione e disturbi bipolari. Complice è la primavera

Il picco di chi tenta di togliersi la vita è tra marzo e giugno. Lo studio dell’Università di Torino: ricoveri legati alla stagionalità.

Maledetta primavera. Questa volta non c’entrano le pene d’amore: lo sbocciare della natura, almeno nel Nord Italia, pare essere collegato anche all’aumento delle patologie psichiatriche acute.  

Il freddo, le giornate con poca luce, la solitudine e i problemi famigliari, a questa latitudine, non incidono sull’aumento delle patologie psichiatriche, tanto meno sui suicidi. Altro che depressione natalizia: il picco massimo di chi premedita di togliersi la vita o tenta di attuarlo è appunto in primavera, proprio come l’emergere di disturbi bipolari. Ad analizzare la stagionalità dei ricoveri psichiatrici d’urgenza, e a fare l’affascinante (e inattesa) scoperta, è uno studio nostrano che ribalta i precedenti. Gli unici sinora ad aver studiato su vasta scala la stagionalità sono i ricercatori del Nord Europa, dove l’inverno è molto più rigido che in Italia ed esiste un impatto diverso della luce e quindi della ciclicità dei sintomi psichiatrici. 

PATOLOGIE E SINTOMI  
Ad aver condotto la ricerca, analizzando le cause dei ricoveri psichiatrici in rapporto alla stagionalità, è stato il professor Giuseppe Maina dell’Università di Torino, primario al San Luigi Gonzaga di Orbassano. «Da sempre sappiamo che le patologie psichiatriche sono collegate al clima – spiega lo psichiatria –, ma finora non sapevamo come la stagionalità influisse sui sintomi dei malati psichiatrici alla nostra latitudine». Ed ecco la scoperta: «Il cambio delle stagioni incide sul numero delle psicosi, così come sui suicidi e sul numero dei trattamenti sanitari obbligatori, ma con risultati che ribaltano l’immaginario comune. I picchi sono fra marzo e giugno mentre a dicembre si ha il minor numero di accessi». 

CAUSE INATTESE  
Lo studio – realizzato con i dottori Andrea Aguglia, Marta Moncalvo e Francesca Solia e da pochi giorni pubblicato sull’International Journal of Psychiatry in Clinical Practice – si basa su un campione di 730 ricoveri eseguiti fra settembre 2013 e agosto 2015. Oltre alle cause del ricovero, per ogni paziente sono stati valutati età, sesso, livello di studio, occupazione e stato civile, creando così un’inedita fotografia dei malati psichiatrici, per valutare al meglio la stagionalità dei sintomi in base a dove vivono. 

La prevalenza dei ricoveri non volontari è risultata del 15,4%: questi pazienti hanno un’istruzione di livello superiore alla media e gli episodi hanno avuto un picco nel mese di giugno, abbinato anche a tempi di ricovero più lunghi rispetto a episodi verificatisi in altri periodi dell’anno. Ad aumentare in estate è invece la schizofrenia, che si attesta una patologia strettamente collegata al caldo. «Questi dati confermano che la stagionalità ha un ruolo importante nella psicopatologia dei disturbi psichiatrici e influenza anche il numero dei ricoveri ospedalieri», afferma il professor Maina. «Questo ci conduce ora a creare un nuovo modello di cura stagionale, per la diagnosi e il trattamento dei disturbi mentali anche in Italia. E ci aiuterà soprattutto nella prevenzione, ovvero ad individuare e intervenire prima che si renda necessario un ricovero d’urgenza». 

PROSSIMA RICERCA  
Ma questa scoperta apre anche ad altre domande. «Le patologie psichiatriche appaiono strettamente collegate ai ritmi biologici, come il sonno e i cambiamenti ambientali - conclude lo psichiatra - e abbiamo fornito ulteriori prove sulla gravità dei disturbi in relazione alla vulnerabilità biologica, ma non sappiamo ancora il perché». Ora quindi si prosegue con la ricerca, «per analizzare i singoli fattori ambientali e sociali che accompagnano i cicli dell’anno». 
[fonte lastampa]